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Sono una persona semplice, amante degli animali e dei bambini angeli innocenti e sempre alla ricerca del bene per un futuro migliore sia per noi che per i nostri figli. Credo che la vita debba essere vissuta ad ogni costo fino in fondo e con tutti i pro e contro che ci riserva.....sempre.
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Non dire mai "Ti Amo"
se davvero non è quello che hai dentro
Non parlare mai di sentimenti
se non sono in te
Non tenere mai la mia mano
se stai per spezzare il mio cuore
Non dire mai che "lo farai"
se non hai intenzione di fare il primo passo
Non guardare mai nei miei occhi
se tutto ciò che fai è mentire
Non dire mai "ciao"
se ciò che intendi dire è "addio"
Se davvero intendi "per sempre"
dì che per davvero lo farai
Non dire mai "per sempre"
perchè "per sempre" mi farà piangere
-V. A. Weathers-
“Per noi questo è il valore del Natale”
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Si terrà a Lovere, giovedì 3 dicembre 2009 una cena di gala per presentare il nuovo libro di Massimiliano Frassi “Favole di bambini e dei loro orchi”, edito dall'editrice "I Quindici" e giunto a pochi giorni dall’uscita alla seconda edizione.
Frassi, presidente di Prometeo, è al quinto libro, dopo aver scritto tra gli altri “I bambini delle fogne di Bucarest” e “Predatori di bambini, libro nero della pedofilia”. La cena di gala, che ha lo slogan di “Per noi questo è il valore del Natale” si terrà alle 20.30 presso la Marina del Porto di Lovere ed è patrocinata, tra gli altri, dalla Pro Loco e dall’Asarco di Lovere. Per prenotazioni è possibile contattare il numero di telefono 0364.8880593 oppure visitare il sito ufficiale dell'Associazione. |
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( NAPOLI, Un uomo di 62 anni e' stato arrestato, a Napoli, con l'accusa di violenza sessuale su minori: abusava di adolescenti nomadi, nel Casertano. M.D.A., di Villa di Briano (Caserta), preside di una universita' popolare a Casaluce, adescava minori, soprattutto nomadi bulgari, e ne abusava in uno squallido tugurio. E' stato bloccato ieri dagli agenti della squadra mobile di Napoli. I due ragazzi sono stati riaccompagnati a casa ed affidati ai genitori. Il giorno prima della pubblicazione del rapporto che ha rivelato le violenze subite dai piccoli ospiti di istituti, uno degli ordini religiosi più coinvolti nella vicenda annuncia i primi risarcimenti.
L’ ordine cattolico dei Fratelli delle Scuole Cristiane che compare più
volte nella relazione dello scorso maggio relativa a centinaia di abusi sessuali compiuti sui bambini irlandesi, ha annunciato che stanzierà 161 milioni di euro per il risarcimento delle vittime. Tale documento, noto come Report Ryan, ha scioccato l’ intero Paese rivelando gli abusi sessuali, le torture fisiche e mentali e i lavori forzati cui sono stati sottoposti migliaia di bambini per quasi 70 anni all’ interno di istituti statali retti da religiosi.
IL RISARCIMENTO – Secondo la relazione, tra 400 e 450 bambini potrebbero essere stati vittime di abusi sessuali nelle scuole cattoliche dal 1940, riconosciuti solo dopo l’istituzione della Commissione d’inchiesta sulle violenze sui minori nella Arcidiocesi di Dublino. L’annuncio è arrivato un giorno prima che la Commissione pubblicasse le sue conclusioni sulle accuse di violenze sessuali da parte di preti cattolici della diocesi irlandese e dopo che il governo aveva dato il via libera alla pubblicazione del documento, circa 700 pagine, anche se con determinate censure per non pregiudicare gli attuali o futuri procedimenti penali. In seguito alla pressione sociale venutasi a creare dopo la pubblicazione del Rapporto Ryan, i 18 ordini citati nel provvedimento sono stati costretti a rinegoziare con il governo un patto firmato nel 2002, che fissava l’indennizzo economico fino ad un massimo di 127 milioni di euro. Tale importo copre solo una piccola parte del conto finale, è noto, infatti, che il piano di compensazione per le vittime ammonterebbe a 1.300 milioni di euro e che gran parte di questa cifra sarà a carico delle casse dello Stato.
LE VIOLENZE - La Commissione che è stata istituita il 23 maggio 2000 si era data tre missioni principali:
• ascoltare le testimonianze da parte di persone che denunciavano gli abusi subiti durante l’infanzia trascorsa negli istituti dal 1940 ad oggi;
• svolgere le indagini sulle molestie ai bambini durante tale periodo e, qualora avesse ritenuto che l’abuso si fosse effettivamente verificato, determinarne le cause, la natura, le circostanze e la portata;
• redigere e pubblicare una relazione sui risultati dell’inchiesta.
“Due monache mi picchiarono ferocemente” si legge in una
testimonianza del Rapporto. “Gesù, fu terribile. Dopo, mi lasciarono tutta la notte nello stanzino delle scarpe, al freddo. Mi presero al mattino dopo e mi portarono in infermeria. Ero a pezzi e coperta di ematomi. La suora in infermeria esclamò “Mio Dio, dobbiamo portarla in ospedale!” Ma loro risposero “Assolutamente no!” E mi lasciarono lì. E ancora : ”Da quando avevo otto anni fui abusato da un Fratello Cristiano, nell’istituto di Glin. Era pericoloso essere simpatico a qualcuno di loro, perchè si diventava un obiettivo. Non c’era modo di evitarlo, di sottrarsi… ci tenevano a propria disposizione 24 ore al giorno“. Si è scoperto così che gli abusi sessuali negli istituti maschili erano endemici, mentre la situazione in quelli femminili era differente. Le ragazze erano molestate perlopiù da impiegati maschi o dagli ospiti. Ma è stato impossibile determinare la reale estensione delle violenze commesse nelle scuole maschili. Le indagini hanno rivelato un livello sostanziale di abusi che arrivava fino alle violenze sessuali vere e proprie di chi ha potuto operare indisturbato, per un lungo periodo e soprattutto protetto dalle autorità religiose che erano perfettamente a conoscenza del problema. Spesso infatti, proprio quei bambini che denunciavano le sopraffazioni da parte di chi avrebbe dovuto prendersi cura di loro venivano poi puniti severamente.
LA VERGOGNA - Tutte le donazioni effettuate da parte della congregazione a partire dal 1996, portano a 190 milioni il totale del loro contributo al piano di indennizzo, così come spiegato in una nota : “Gli incrementi dettagliati derivano dal riconoscimento da parte dei Fratelli Cristiani della vergogna e dell’imbarazzo causati dalle rivelazioni del rapporto Ryan. Sappiamo e ci dispiace che nulla di quello che diremo e faremo potrà fare dimenticare il passato e niente renderà giustizia alle vittime di abusi”. In un comunicato, i Fratelli delle Scuole Cristiane hanno riferito di aver aumentato il contributo precedentemente patteggiato, di 34 milioni di euro e fino ad un totale di 161 milioni di euro, che rappresenterebbe il 67% del valore delle attività dell’ ordine in Irlanda. Da questa cifra, 30 milioni di euro saranno destinati ad un fondo governativo e 4 milioni di euro verranno assegnati a programmi che offrono aiuto psicologico alle vittime di abusi.
LISBONA - Entra in una nuova fase, probabilmente non l'ultima, il lunghissimo processo alla Casa Pia, un enorme scandalo di pedofilia che ha toccato il Portogallo e le sue istituzioni. Dal 25 novembre 2004, sei uomini e una donna sono imputati a Lisbona per abusi sessuali e incitamento alla prostituzione ai danni di 32 minori ospitati nella Casa Pia, un istituto pubblico che accoglieva bambini e adolescenti poveri o orfani.
Pedofilia: l'infinito processo alla Casa Pia
Solo il principale accusato, Carlos Silvino, ex autista e giardiniere della Casa Pia, ha riconosciuto i fatti che gli vengono imputati, mentre tutti gli altri si proclamano innocenti. Sono tutti processati a piede libero, poiché i termini di carcerazione preventiva sono abbondantemente scaduti.
Le speranze di una conclusione imminente del processo si assottigliano poiché il tribunale ha deciso di modificare diversi punti dell'atto di accusa in base alle testimonianze delle vittime, un fatto che ha dato il destro agli avvocati per chiedere ulteriori rinvii.
In cinque anni il processo alla Casa Pia ha battuto tutti i record: oltre 1.000 testimoni, 448 udienze, un dossier di oltre 60.000 pagine. «COn questo processo stiamo assistendo a una negazione totale della giustizia, per le vittime e per gli imputati», denunciava ieri il presidente dell'Ordine degli avvocati, Antonio Marinho Pinto alla France Presse.
Sette anni dopo la rivelazione dello scandalo, una delle vittime ha pubblicato il mese scorso una testimonianza raccapricciante del sistema giudiziario portoghese: «Il mio futuro è stato segnato dal procedimento stesso e non da quello che mi è successo quando ero alla Casa Pia». «Ormai non credo più a nessuno e ancor meno alla giustizia portoghese», ha scritto la vittima.
( PHNOM PENH, 23 NOV - Un cittadino francese e' stato arrestato in flagranza di reato mentre intraprendeva relazioni sessuali con una minorenne in Cambogia. Lo ha reso noto la polizia di Phnom Penh e lo ha confermato l'ambasciata di Francia. L'uomo, 48 anni, arrivato in Cambogia il mese scorso con un visto per turisti, rischia fino a cinque anni di detenzione qualora riconoscesse le proprie colpe. | Pedopornografia: dalla fantasia alla realtà, su Internet si trova tutto |
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| In Rete è molto, troppo, facile procurarsi materiali illegali, accessi a chat e contatti. Il fenomeno è in sensibile crescita e riguarda anche insospettabili | |
| TORINO Si parla italiano su 77chat.com. E non è un sito clandestino gestito dalla mafia russa. Non si deve essere presentati da qualcuno per entrarci, o rischiarla davvero grossa comprando con la carta di credito l’accesso al giardino proibito. E’ molto più semplice. Basta scrivere “chat” sul motore di ricerca di Google: ed eccola lì tra i primi risultati, alla terza o quarta videata. Più facile di così non si può. Sotto gli occhi di tutti. La homepage ricorda ai visitatori che «77Chat.com si è unita con 77Network.com, un network di siti internazionali che sfruttano la potenza di internet per creare luoghi di incontro e trovare nuove amicizie» e che «le nuove e originali stanze della Chat sono già una realtà». E che realtà. Subito sotto un altro avviso, un po’ ammonimento e forse un po’ alleggerimento della coscienza del webmaster, mette in guardia gli utenti con un secco: «divieto assoluto alla pedofilia». Spaventapasseri che però non fa paura a nessuno, dato che la chat è stracolma di gente. Il network infatti contiene decine di stanze innocue per chiacchierare e fare amicizia, mentre altre (alcune rasentano il ridicolo) sono dedicate a pratiche sessuali “alternative”. E poi ci sono loro, le stanze dai nomi inquietanti: Incesto, Primi peli, Padri e figlie. Sono gli utenti stessi a crearle e quando all’alba l’ultimo frequentatore lascia la stanza, dopo qualche minuto essa si autocancella. Lo spazio però è potenzialmente infinito e, come una fenicie che risorge dalle proprie ceneri, nel corso della giornata le varie stanze vengono riproposte dagli utenti, magari con nomi diversi, ma sempre con lo stesso scopo: condividere fantasie che, se realizzate, prevedono pene severissime. Marco ha 25 anni e vive a Milano. Studia economia alla Bocconi, mentre si mantiene facendo il pr in alcune note discoteche meneghine. Sveglio84 è uno dei tanti nickname con cui la sera entra in rete. Anche Salvatore, nome virtuale Velociraptor, frequenta 77chat, lui di anni ne ha 43, ha anche una moglie, tre figli piccoli e fa l’operaio in una fabbrica vicino a Roma. Due vite diverse. Due vite comunque ordinarie, come le molte altre che frequentano le stesse stanze “pre-teen”. «Queste chat sono un successo», racconta Marco. «Di sera sono molte le persone che cercano di entrare: essendovi un limite di 50 utenti per ogni stanza, dalle 20 in poi è la norma attendere anche mezzora prima di riuscire a collegarsi». Quando si è finalmente dentro, basta dare una rapida occhiata ai nickname dei frequentatori, spesso con l’anno di nascita o la “qualifica” (reale o sognata) padre, zietto, fratello maggiore, ma anche generoso, ricco, disponibile, per capire che qui non si scherza. In realtà, basta iniziare a chiacchierare per rendersi conto che sono tutti adulti che cercano altri adulti per parlare di piccoli. «Qui non ci sono quasi mai ragazzini», si affretta a sottolineare Salvatore. «Siamo tutti adulti che si divertono a inventare storie trasgressive. Qui si immagina. Da quando sognare è vietato?». Già, sognare e inventarsi storie, e poi, magari, scambiarsi anche qualche foto pedopornografica, tanto per dare sale al tutto, oppure consigliare la tal spiaggia di nudisti in Croazia o i cupi quartieri di Bangkok. Comunque, ci si va cauti («non si sa mai se c’è un poliziotto dall’altra parte»), si sonda il terreno e poi, alla fine, ci si butta: appena trovato qualcuno con cui si ha un minimo di feeling, si passa su Messenger o Skype e, dopo essersi accordarti sul tipo di materiale che si preferisce, sull’età e sul sesso dei soggetti fotografati, si inizia lo scambio. Il frequentatore “tipo” di queste chat è trasversale, socialmente e anagraficamente: molti gli studenti universitari tra i 20 e i 25 anni, curiosi e annoiati, ma ancora di più i quaranta-cinquantenni, generalmente sposati e padri di famiglia, anche se non mancano i senior (Nonnoarzillo, vecchio porco, zietto60enne, sono solo alcuni dei tristi nickname che compaiono su 77chat). Tutte persone normalissime, stando ai loro racconti, con vite tranquille, banali, famiglie convenzionali e alle spalle infanzie serene. «A differenza di quanto i giornali raccontano», svela Marco, «tra le centinaia di persone con cui ho chattato in questi anni, nessuno mi ha mai confessato un passato di bambino abusato. E qui noi ci diciamo tutto». «Quelli malati sono gli stupratori», accusa Salvatore, «noi qui inventiamo storie eccitanti. Dall’immaginare all’agire il passo è lungo». Gli avventori di queste realtà virtuali, com’è facile immaginare, sono sempre sul chi vive e reagiscono male se le domande sono troppo dirette e insistenti, ma basta attaccare bottone, mostrarsi interessati all’argomento, tenere un basso profilo e non ci vuole molto per scucire informazioni sulla loro vita privata e scoprire che, anche se parte dell’eccitamento virtuale sta proprio nel sessualizzare i propri contesti famigliari, quanto dice Marco sembra confermato: nessun abuso subito nell’infanzia, nessun trauma particolare, ma una forte attrazione per la trasgressione nata piano piano. E questo com’è possibile? Qual è la causa scatenante che porta un genitore ad avere fantasie sui propri figli o sui loro amichetti o sulle ragazzine che la mattina vanno a scuola prendendo la metro? La risposta di Marco arriva immediata, il tempo di digitarla, e suona come un’accusa e una giustificazione, un’attenuante agli stessi suoi occhi: «La colpa è della tv e dei giornali», scrive facendo seguire la sua affermazione da una serie di punti esclamativi. «C’è stato un periodo in cui non si parlava d’altro», dice, «sembrava esistesse solo quello. E uno alla fine diventa curioso. Le bambine che incontri sull’autobus o la figlia di qualche amico all’improvviso appaiono in un altro modo». E la storia non è molto diversa nemmeno per Salvatore: «Io giuro che non ci avevo mai pensato fino a un paio di anni fa», assicura. «Ho dei figli piccoli che non sfioro nemmeno quando si meriterebbero un bello scapaccione. Ho avuto un’infanzia normalissima, con genitori più che normali. Mi sono sposato presto e costruito con fatica la mia famiglia. Poi, un giorno, mentre navigavo su Internet, decido di digitare alcune parole su un motore di ricerca. Era da un po’ che la cosa mi ronzava per la testa. Avevo seguito con attenzione i toni accesi con cui si parlava di pedofilia in tv. A un certo punto mi sono domandato il perché ci fosse qualcuno che rischiava la propria libertà per fare cose alle quali io fino a quel momento non avevo mai pensato»”. Così, due anni fa, nel cuore di una notte passata in rete, il demone entra nella vita di Salvatore. «Ne sono sicuro: se avessi prestato meno attenzione alla tv, ora non sarei qui. Da quel giorno, il bisogno di collegarmi in rete, raccontare le mie fantasie e leggere quelle degli altri è diventato una droga. E come per tutte le droghe, appena la soddisfi ti senti a posto per qualche ora, torni a essere te stesso, dimentichi l’ossessione, ti senti libero. Sei come tutti gli altri. Poi, quando scende la sera, con lo stress di una giornata di lavoro sulle spalle, ecco che tutto torna. E così hai di nuovo voglia di gettarti di nuovo dentro a quelle fantasie di cui nessuno parla, ma che sono diffuse più di quanto non si creda». Che sia colpa dei media oppure no, i dati confermano la crescita della pedopornografia nell’ambito dei social network, che sono poi le aree della rete meno presidiate e più difficili da controllare. Secondo l’Osservatorio internazionale di Telefono Arcobaleno la pedofilia online ha raggiunto il suo massimo storico con 6.542 segnalazioni alle autorità nel solo mese di ottobre. Ovvero 200 siti illegali censiti e denunciati ogni giorno. Internet è il regno dell’onanismo; qui tutto si trova. Basta, infatti, scaricarsi un software open source per lo scambio di file, come eMule o Shareaza, e di materiale pedopornografico se ne trova quanto si vuole. E gli italiani, sempre secondo i dati resi noti da Telefono Arcobaleno, sono al quinto posto del mercato criminale mondiale della pedofilia online. «Ma su 77chat non facciamo niente di male», insistono concordi Marco e Salvatore, «solo chiacchiere. È su altre chat che ci si scambia materiale scottante». Così, su indicazione di Marco installiamo Mirc, un software per chattare sulla rete Irc, utilizzato nel mondo da milioni di utenti. È un attimo e sul desktop del nostro pc l’icona del programmino è pronta per essere cliccata. Accedervi è semplicissimo: basta scegliere tra le decine di server quello di Undernet, una rete americana (in quella italiana, che si appoggia al server Ircnet, le chat dedicate all’incesto e ai teen sono poco frequentate), e si è online. Marco ci dà il nome, da brivido, di un paio delle tante chat sull’argomento: Childslavesex e Kids ‘R’ us. Gli utenti connessi sono oltre un centinaio. Soprattutto statunitensi. «In queste chat bisogna conoscere l’inglese», prosegue Marco, «ma qui gli utenti sono decisamente meno inibiti». E ha ragione: basta guardare alcuni nickname per sentirsi gelare il sangue nelle vene. Pochi secondi e qualcuno posta sulla chat pubblica una serie di link che rimandano a Imageboard, siti Internet di libero accesso dedicati alla pubblicazione, in maniera completamente anonima, di immagini di qualsiasi tipo. In questo caso il sito è quello di 12chan.org, specializzato in ragazzini e ragazzine, dove a ritmo giornaliero utenti postano immagini che rasentano la pornografia: svariate decine di teenager, ma alcuni sono decisamente più piccoli, colti in situazione di vita quotidiana (in piscina o al mare) o in pose sexy e ammiccanti. «L’utente», prosegue Marco, «può semplicemente guardare la foto o copiarla sul proprio computer e poi magari scambiarla con altri utenti appassionati». Ma i collezionisti su grande scala che frequentano le chat della rete Irc usano da poco un nuovo software peer-to-peer per lo scambio di foto e filmati: si chiama Giga Tribe e permette in sostanza lo scambio con i soli “amici” ai quali si è concesso l’ingresso al proprio archivio, scaricando il materiale in maniera criptata e dunque, secondo i suoi ideatori, anonima al cento per cento. Sulle chat dedicate di Undernet gli annunci di collezionisti si susseguono senza posa: i loro database contano anche 5 gigabyte di materiale, tra foto e filmini. Ma sul web, spiega Marco «sono tanti i siti di Imageboard, soprattutto quelli con dominio russo o orientale, dove le immagini, questa volta però marcatamente pornografiche, rimangono in memoria pochi secondi o al massimo pochi giorni per poi non lasciare traccia». I commenti al di sotto delle foto pubblicate sono di incoraggiamento e da tifo da stadio. A foto si contraccambia con foto. A orrore con altro orrore. Se possibile alzando la posta. Alla domanda se anche lui colleziona foto e filmini e se non ha paura di essere beccato, Marco sembra irrigidirsi al di là della schermo, le risposte si fanno più concise e l’iniziale affabilità scompare. «Non sono un mostro», si difende, «E comunque che male c’è a parlare di certe cose, ad avere certi interessi?». E prima di disconnettersi, perdendosi nella sua notte di ossessioni, domanda ancora: «Chi ha mai accusato gli appassionati di film horror di essere dei potenziali serial killer? Perché allora dovrebbe essere diverso per noi che chattiamo soltanto?». Quello che forse incredibilmente sfugge a Marco, studente universitario della Milano bene, è che il cinema è finzione, mentre su quelle foto, anche se uno come lui non le ha pagate né realizzate, vi è impressa per sempre l’infanzia rubata di un bambino. |
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Si torna a parlare del carabiniere che, durante il G8 di Genova nel 2001, ha sparato a Carlo Giuliani. Mario Placanica è, infatti, ora indagato dalla procura di Catanzaro per abusi sessuali ai danni di minore e maltrattamenti. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, la presunta vittima sarebbe una ragazzina, undicenne all'epoca dei fatti e oggi adolescente.
La ragazzina è stata ascoltata mercoledì mattina dal gip Gabriella Reillo in una struttura protetta. Il quotidiano ha sottolineato che "per garantire il miglior ricordo dei fatti, verificatisi circa due anni fa" il pm ha chiesto l'incidente probatorio. A quanto pare Placanica non ha partecipato alla deposizione; presente in sua vece l'avvocato Salvatore Sacco Saragò del foro di Catanzaro.
Davanti al gip Reillo la giovane avrebbe ricordato più di un abuso subito. Secondo indiscrezioni le violenze sarebbero durate un anno circa, fino all'agosto 2007. La denuncia alla polizia sarebbe stata fatta dalla madre della ragazzina a maggio del 2008. A quanto pare la giovane è stata ascoltata una prima volta nell'aprile del 2009.
La vicenda sarebbe nota ad altre persone informate dei fatti dallo stesso Placanica. La polizia di Catanzaro avrebbe ascoltato dopo la denuncia altre quattro persone.
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Pedofilia, abusi sulle bambine: arrestati il padre e un amico
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ACERRA (NAPOLI) - Un immigrato di 42 anni e un 68enne di Acerra (Napoli) sono stati arrestati con l´accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di due bambine, figlie dell´immigrato, che all´epoca dei fatti avevano 7 e 5 anni. Gli arresti sono stati disposti dal gip del tribunale di Nola su richiesta della Procura che per circa un anno ha coordinato le indagini affidate agli uomini della squadra mobile di Napoli. Il racconto delle vittime. A dare il via alle indagini è stato il racconto fatto dalle bambine che nel frattempo erano state affidate ad una famiglia. Le bambine erano state allontanate perché versavano in condizioni di estremo disagio fisico e psichico: erano sottopeso, denutrite e piene di infezioni. Abusi nell’abitazione. Gli abusi venivano consumati sia nell´abitazione dove vivevano le bambine sia in casa di estranei dove, secondo l´accusa degli investigatori, le piccole venivano condotte dallo stesso padre. Gli orchi. Secondo la polizia i due indagati "erano proclivi a condotte a soddisfare i propri aberranti desideri sessuali - si legge in una nota della Procura - manifestando un´assoluta indifferenza verso le sofferenze procurate a due bambine di tenera età". Le indagini proseguono per l´identificazione delle altre persone coinvolte nella vicenda. |
Da DIFFONDERE http://www.massimilianofrassi.splinder.com/ Testimonianza Choc a Mattino Cinque - Violentata Fino a 18 Anni - Parte1 - 19 Novembre 2009
Testimonianza Choc a Mattino Cinque - Violentata Fino a 18 Anni - Parte2 - 19 Novembre 2009
DIFFONDETE, DIFFONDETE E DIFFONDETE
GRAZIE

Ogni bambino ha diritto ad avere garantita pienamente la soddisfazione dei propri bisogni materiali,di nutrizione e di generale sostentamento.
Ogni bambino ha diritto a vedere gratificati i propri bisogni affettivi e di relazione, in una maniera che sia adeguata e conforme al sano ed armonioso sviluppo della sua Personalità. Ogni bambino ha pieno diritto a vedere rispettata la propria Identità e la sua Dignità di essere umano. In troppi angoli del mondo, lontani (ma anche più vicini a noi) milioni di bambini vengono in ogni modo abusati, perchè questi fondamentali diritti non sono garantiti o sono, peggio, palesamente calpestati.
La convenzione Onu sui diritti dell'infanzia non è "di carta", parla invece di principi inviolabili ed universali che hanno ripercussioni molto concrete: un bimbo sereno ha maggiori probabilità di diventare un adulto sereno ed equilibrato; un bimbo infelice e/o violato ha maggiori probabilità di diventare un adulto infelice e problematico.
Gli adulti hanno ricevuto il grande dono dei loro bambini, ma hanno una responsabilità altrettanto grande, come genitori e cittadini: dare speranza al mondo di domani. Giacchè ogni bambino è la speranza umana che si tramanda attraverso le generazioni.
La giornata di oggi vuole ricordarci tutto questo, e le milioni di infantili speranze che ogni giorno vengono calpestate, un fallimento per tutti purtroppo.
Non è una ricorrenza "di carta" oggi, esserne consapevoli e responsabili, ciascuno nel proprio piccolo, è un modo di onorarla e darle l'attenzione e il valore che merita.
Prendersi cura con amore e quotidianamente di un bambino rinnova, rende viva e concreta la convenzione dell'Onu sui diritti dell'infanzia nell'esperienza di vita di ognuno di noi.